Descrizione
Nell’area agricola privata situata a nord di via Pertini, tra la SP45 e la ferrovia Milano-Lecco, sono state autorizzate attività di bonifica bellica precauzionale (necessarie a escludere la presenza di ordigni bellici inesplosi), attività preventive alla successiva realizzazione – prevista nei prossimi mesi – di un nuovo impianto fotovoltaico per la produzione di energia da fonte rinnovabile da 5,3 MW.
In merito a questo intervento, l’Amministrazione Comunale ritiene doveroso fare assoluta chiarezza: il Comune ha dovuto accettare questo insediamento senza avere alcuna possibilità giuridica di opporsi o di vietarlo. Trattandosi di un intervento autorizzato tramite Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) in quanto inferiore ai 10 MW di potenza (soglia sotto la quale si è esenti da Valutazione di Impatto Ambientale), l'atto finale da parte del Comune di Villasanta è stato infatti un atto dovuto e vincolato per legge. Di fatto, di fronte al rispetto dei requisiti tecnici e normativi da parte del privato, il Comune al momento del rilascio dell’autorizzazione non disponeva di alcun potere discrezionale o di veto, nemmeno per tutelare aree agricole che a livello locale si sarebbe voluto salvaguardare, essendo state parte prima dell’ex Parco della Cavallera e ora del Parco Regionale della Valle del Lambro.
L'impossibilità di bloccare l'impianto in un'area agricola in un territorio fortemente urbanizzato è la diretta conseguenza del caos legislativo e della frammentazione normativa che caratterizzano la materia a livello nazionale e regionale. In questi anni, infatti, le leggi statali e regionali emanate per accelerare la transizione ecologica hanno progressivamente liberalizzato l'installazione di impianti rinnovabili, introducendo pesanti deroghe che di fatto scavalcano i piani regolatori comunali (PGT) e provinciali (PTCP). L’impianto in questione, infatti, è stato autorizzato secondo la norma nazionale che prevedeva l’autorizzazione all’installazione di impianti fotovoltaici su aree libere nel caso di distanza inferiore ai 500 metri da un insediamento industriale.
L’Amministrazione comunale, pur sostenendo fermamente la transizione ecologica e la necessità di produrre energia pulita, avrebbe preferito l’inserimento di un impianto di questo tipo in una delle aree industriali dismesse del territorio, magari partendo dai tetti degli edifici esistenti. Non avendo potere di agire in quella direzione, l’Amministrazione ha aperto un tavolo di confronto col privato, ottenendo la disponibilità a compensare l’intervento con altre opere sul territorio di Villasanta (non dovute al momento dell’autorizzazione), così come già fatto con successo nell’unico altro caso comparabile sul territorio villasantese, quello dell’impianto fotovoltaico realizzato pochi anni fa da Rovagnati.
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Ultimo aggiornamento: 20 luglio 2026, 16:27